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“Era un giorno qualsiasi” (Terre di mezzo) è un libro che inizia raccontando la vicenda umana di un bambino di dieci anni, Alberto Guadagnucci, scampato alla strage di Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944. Alberto perse la madre Elena e si trovò solo. Il libro prosegue con un approfondimento storico e infine affronta il  tema della memoria: il suo significato, la sua utilità, il suo spessore etico e politico.

La persuasione, alla fine, è che Sant’Anna di Stazzema, come gli altri luoghi della memoria, dovrebbero essere spazi fisici, emotivi e politici di elaborazione di un pensiero nuovo, più che monumenti.

A partire dal libro, è nata l’idea di proporre occasioni di riflessione e di sviluppo di un pensiero collettivo che tocchi i temi chiave emersi nella stesura del libro: il rifiuto pieno e radicale della guerra, una discussione seria e profonda sul tema della violenza.

Cominciamo con un seminario itinerante e con un testo teatrale.